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Impianti dentali

Guida completa agli impianti dentali

L'implantologia dentale è l'insieme delle tecniche chirurgiche con cui si può risolvere il problema della mancanza parziale o completa di denti, attraverso l'inserimento di impianti dentali.
Questa guida nasce con l'obiettivo di spiegare in modo semplice ma esaustivo, che cos'è un impianto dentale, quali sono le principali tipologie di impianti e le problematiche più diffuse.

Circa 7 italiani su 10, specie fra gli over 40, soffrono della perdita di uno o più denti.

L'implantologia dentale è l'insieme delle tecniche chirurgiche con cui si può risolvere tale problema, consente infatti di riabilitare sia il funzionamento che l'estetica di un paziente affetto da edentulia totale (completa mancanza di denti) o edentulia parziale (parziale mancanza di denti).

Come? Con l'inserimento di impianti dentali.

L'impianto dentale è una vite in materiale bio-compatibile, di solito lega di titanio, che va a sostituire la radice naturale del dente mancante. Una volta inserito nelle ossa mascellari del paziente, dopo un adeguato periodo di tempo si integra, ovvero viene inglobato dall'osso stesso del paziente. Osso e impianto dentale diventano un tutt'uno. La nuova radice potrà così sostenere un nuovo dente attraverso la tecnica “avvitata” o “cementata”.

Il dente “avvitato” è un mono-blocco in ceramica (di silicato di litio o zirconio) che presenta un piccolo foro che permette il serraggio sull'impianto. Nel caso del dente “cementato” invece viene prima inserito sull'impianto un moncone, detto abutment, composto da Lega di Titanio o da Zirconio, sul quale viene infine cementata la corona o capsula.

I materiali con cui si realizzano gli impianti sono riconosciuti come estremamente compatibili dal nostro corpo. Per questo motivo gli impianti dentali non comportano nessun rischio di rigetto. Gli impianti, se inseriti correttamente, presentano una percentuale di successo del 97%.

Cosa succede se qualcosa va storto?

Si parla di “Insuccesso implantare” e non di rigetto. In pochissimi casi succede che, nonostante tutti gli accorgimenti per abbassare la carica batterica nella bocca del paziente quali sciacqui di collutorio, disinfezione topica, igiene orale, utilizzo di preparazione sterile assoluta del campo operatorio, alcuni batteri possono residuare e infettare l’impianto appena posizionato. Ovvio che l’osso del paziente, venendo a contatto con tali batteri, non abbraccerà l’impianto. Se ciò dovesse accadere non dobbiamo preoccuparci: basterà fare un po’ di anestesia, sfilare velocemente l’impianto e dopo poche settimane di guarigione ne verrà inserito uno nuovo per ovviare al problema.

Contribuiscono al successo dell’impianto dentale nel tempo fattori quali uno stile di vita sano, caratterizzato da buona igiene orale (deve essere assolutamente bloccata la parodontite o piorrea, se presente), dieta bilanciata, glicemia sotto controllo, no al fumo di sigaretta (sono tollerate al massimo 7 sigarette al giorno) e, naturalmente, visite periodiche di controllo almeno ogni 6 mesi.

E' necessario rivolgersi ad esperti in implantologia che sapranno valutare il singolo caso in maniera dettagliata eseguendo un esame radiologico tridimensionale 3D che prende il nome di TC “Cone Beam”, ovvero l’unico esame al mondo che permette una perfetta valutazione dell’anatomia del paziente con una esposizione esigua di raggi X, possibile proprio grazie a un fascio conico di raggi.

 

L'implantologia può essere di vari tipi:

Implantologia per protesi fissa

Con questa tecnica una viene inserita nell'osso una vite (detta fixture) che avrà la funzione di radice artificiale. E' su di esso che viene realizzata la corona ovvero il dente.

Implantologia per ancoraggio di protesi mobile

In caso di edentulia totale, e cioè mancanza totale di denti sull'intera arcata, è necessario ricorrere ad una protesizzazione totale che è fortemente condizionata dalla conformazione e dal volume dell'osso ancora presenti. In questo caso gli impianti creano un ancoraggio alla protesi dandole grande stabilità. La vite viene inserita nell'osso così come nel caso della protesi fissa; quella che cambia è la parte che emerge dalla gengiva che può essere dotata di ancoraggio, come una piccola sfera, a cui si fa aderire la protesi.

Gli impianti possono anche essere uniti fra loro tramite una barra fresata su cui vengono inseriti gli elementi di ancoraggio. Si realizzerà così una protesi ”semi-fissa”.

L'implantologia a carico immediato

L'implantologia a carico immediato consente di non dover affrontare il disagio della momentanea mancanza di denti. In una sola ed unica seduta, infatti, vengono inserite nella bocca del paziente le viti implantari e, contestualmente anche la protesi realizzata dal laboratorio odontotecnico, sia essa fissa o mobile. Il risultato è, alla fine dell'intervento, esteticamente completo ed il paziente riacquista in poche ore una bocca sana e completa di tutti gli elementi dentali.

Implantologia post estrattiva

Esiste un'altra tecnica: quella dell'implantologia post estrattiva, applicabile su pazienti il cui stato di salute sia stato preventivamente valutato, in cui la vite implantare viene inserita subito dopo l'estrazione del dente nell'alveolo originale del dente naturale.
 

Implantologia nei pazienti con osteoporosi: l’impianto trabecolare

I pazienti che soffrono di osteoporosi spesso vengono scoraggiati a ricorrere agli impianti dentali perché ritenuti come casi impossibili da trattare con tale metodica.

In tempi recenti una multinazionale americana ha messa a punto impianti dedicati specificamente ai pazienti con osteoporosi: gli impianti trabecolari. Questi impianti, definiti “ibridi”, hanno il valore aggiunto di unire l’elevata resistenza del titanio alle proprietà anti- batteriche e di estrema compatibilità con le cellule ossee del tantalio. Tali impianti vengono integrati nell'osso del paziente in meno della metà del tempo rispetto a quanto occorre per gli impianti in titanio tradizionali. Con enormi vantaggi di riduzione dei disagi del post-operatorio.


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